1 Febbraio Feb 2015 1638 2 years ago

Tabor incorona Mathieu Van der Poel re del ciclocross mondiale

A venti anni l’olandese conquista l’iride davanti al coetaneo belga Van Aert e al connazionale Van der Haar – Fontana, partito dalle retrovie, entra nel top ten, ottima prova di Luca Braidot

Tabor Uominielite

Tabor (R. Ceca) (1/2) – Il ciclocross mondiale ha il suo nuovo re. L’olandese Van der Poel, venti anni appena compiuti (19 gennaio), veste la maglia iridata degli uomini élite dopo averla indossata per due anni consecutivi da junior (2011/12 e 2012/13). conquistando anche la Coppa del Mondo juniores e under 23. Si aggiunga il mondiale juniores su strada del 2013 e si avrà il quadro di un campione completo, del tutto degno di raccogliere l’eredità dei grandi. Ha vinto con un gara all’attacco fin dalla partenza. A metà corsa sembrare quasi un monologo, finché dietro non si è avvicinato minaccioso il suo connazionale Lars Van der Haar, ventiquattro anni. Van der Poel ha reagito da par suo. Ha allungato ancora e Van der Haar all’ultimo giro ha pagato lo sforzo cedendo il secondo posto al belga Wout Van Aert, venti anni, in fortissima ma tardiva rimonta (nelle foto Bettini, a sinistra: Van der Poel non trattiene le lacirme all'arrivo, a destra: il podio).

L’ordine di arrivo specchia fedelmente le attuali gerarchie destinate a durare nel tempo vista l’età dei protagonisti. Al quarto posto, staccato di 1’06”, il vincitore della Coppa del Mondo 2014/15 Kevin Pauwels, davanti ad altri tre belgi, Klas Vantornout, quinto a 1’12”, Tom Meeusen, sesto a 1’17”, Gianni Vermeersch, settimo a 2’26”. La top ten è completata da due tedeschi, Marcel Meisen, ottavo a 2’37”, e Philipp Walsleben, nono a 2’43”. Chiude la fila l’azzurro Marco Aurelio Fontana, decimo a 2’54”, al quale non si può rimproverare niente. Non bastano la classe e la grinta per coprire il gap di preparazione specifica a questi livelli. Marco Aurelio ha ottenuto il massimo nelle attuali condizioni di forma, tanto più che è dovuto partire dalle retrovie. Merita un grande plauso anche Luca Braidot, dodicesimo a 3’13” dal vincitore su un percorso durissimo. Luca si è messo alle spalle fior di specialisti con una gara in progressione. Tanto per citare: Boros, Nys e Mourey. Il terzo azzurro, Bryan Falaschi, è stato costretto a fermarsi dalla giuria: finito contro una transenna ha perso completamente il body lacerato dall’urto.

UOMINI ELITE: 1. Mathieu Van der Poel (Ola) in 1h09’12”; 2. Wout Van Aert (Bel) a 15”; 3. Lars Van der Haar (Ola) a 17”; 4. Kevin Pauwels (Bel) a 1’06”; 5. Klas Vantornout (Bel) a 1’12”; 6. Tom Meeusen (Bel) a 1’17”; 7. Gianni Vermeersch (Bel) a 2’26”; 8. Marcel Meisen (Ger) a 2’37”; 9. Philipp Walsleben (Ger) a 2’43”; 10. Marco Aurelio Fontana (Ita) a 2’54”; 12. Luca Braidot (Ita) a 3’13”.