24 Settembre Set 2015 0006 one year ago

RICHMOND: Un giorno da incorniciare

Adesso Malori rilancia: “La crono del prossimo anno si adatta alle mie caratteristiche” - Moser: “Sinceramente questo decimo posto non me l'aspettavo” - Cassani: “due atleti tra i primi dieci, una medaglia d’argento… c’è veramente da essere soddisfatti!”.

Maloripodio

Richmond (USA) (23/9) - “Ho pedalato regolare, cercando di mantenere un ritmo costante. Sapevo di rendere meglio nelle cronometro non all’interno di un grande giro, ma sinceramente questo 10° posto proprio non me lo attendevo, anche perché ero uscito dalla crono alla Vuelta un po’ demoralizzato.” Ha detto Moreno Moser al termine della sua prova, subito dopo aver abbandonato la zona riservata ai primi tre della classifica parziale. A togliergli il posto, neanche a farlo apposta, Adriano Malori, che tagliava in quel momento il traguardo cogliendo il primo posto momentaneo. C’era ancora da attendere l’arrivo di Vassili Kiryienka e di Tony Martin, ma che questa giornata fosse finalmente ricca di soddisfazioni per i nostri colori si era compreso già dai primi intertempi. A cominciare proprio dalla prestazione di Moreno Moser, partito un’ora prima dei favoriti e secondo sul traguardo dopo una prova regolare e di grande carattere: 12° al primo rilevamento, 6° al secondo, 2° al terzo e poi secondo all’arrivo.

Sono contento per Moreno, perché è stato veramente bravo e sono convinto che questo risultato gli darà quella spinta necessaria per migliorare e crescere ancora…” ha detto alla termine Davide Cassani .

Ma quella di oggi, per i nostri colori, è stata la giornata di Adriano Malori, vice campione del mondo nella cronometro individuale per soli 9”. Adriano ha condotto una gara di grande regolarità, pedalando ad un ritmo di 97 pedalate al minuto che gli ha permesso di sviluppare la velocità necessaria per tenere nel mirino, per tutta la durata della gara, gli avversari diretti per il podio.

La medaglia d’argento di Malori è la seconda medaglia per il ciclismo italiano in questa disciplina nella categoria regina. Prima di lui ci era riuscito, 21 anni fa, all’esordio del mondiale crono, Andrea Chiurato. Eravamo a Palermo e l’anno precedente si era celebrata l’ultima prova iridata cronosquadre per Nazionali, che tante gioie ci aveva regalato. L’argento di Chiurato apparve come un auspicio, che invece alla fine si è rivelato in incantesimo stregato. Un incantesimo rotto oggi da Adriano Malori, sicuramente il talento italiano più cristallino, in questo esercizio, degli ultimi anni. “Un bel progresso, non c’è che dire – ha dichiarato subito dopo aver avuto la certezza di una medaglia - passo dal sesto posto di Ponferrada al secondo di oggi!”. Ma Adriano non si ferma qui, consapevole del suo valore e di una carriera che ormai sta assumendo contorni importanti: “Il prossimo anno la crono si adatta ancora alle mie caratteristiche… non ci sarà sempre un Vassili a soffiarmi l’oro.”

La gara non ha lasciato rammarichi, almeno per il corridore azzurro: “Non importa che non ci fossero Wiggins e Cancellara, oggi sono saliti sul podio i migliori.”

Il vento ha influito sulla gara?: “Assolutamente no, ha permesso a tutti di realizzare una media più elevata, ma alla fine è stato un elemento costante e non ha modificato i valori in campo.” Dove pensi di aver vinto la medaglia? “Sono partito regolare, girando a 96_97 pedalate al minuto. Sono riuscito a tenere questo ritmo fino alla fine, credo che questo sia stato il segreto del podio...”

Dove hai perso l’oro? “Non saprei. All’inizio dello strappo in salita Davide mi ha comunicato che avevo 3 secondi di svantaggio; ho spinto al massimo… ma evidentemente non è bastato. Perdere di 9” secondi dopo 53 chilometri un po’ brucia, ma meglio 9” di tre.”

Questa medaglia corona una stagione per il corridore della Movistar finalizzata soprattutto all’appuntamento iridato condita comunque da 5 successi; cominciando, all’inizio dell’anno, con il Tour de San Luis, l’epilogo oggi, con un argento storico per il ciclismo italiano, che premia un anno di sacrifici.

Adriano è stato veramente bravo – ha detto Davide Cassani visibilmente soddisfatto per la sua prima medaglia da tecnico –. Ha corso con grande intelligenza. La medaglia premia un atleta che ha preparato questo appuntamento con determinazione, rinunciando alla Vuelta per arrivare nella condizione migliore alla prova iridata. Per il nostro movimento, inoltre, quella di oggi è una giornata da ricordare: due atleti tra i primi dieci, una medaglia d’argento in un mondiale cronometro elite… c’è veramente da essere soddisfatti!”.

Due parole le merita sicuramente il nuovo campione del mondo, Vassili Kiryenka, 34 anni, per quattro volte campione bielorusso a cronometro, campione del mondo nella corsa a punti nel 2008 e vincitore di tre tappe al Giro. A chi gli ha fatto notare di aver vinto una cronometro orfana di Wiggins e Cancellara ha risposto: “C’erano però Toni Martin e Tom Dumoulin, c’era un Malori che mi ha dato veramente filo da torcere e soprattutto c’ero io. Non sono tanto contento di aver battuto i migliori di questa disciplina, quanto di aver superato i miei limiti…”

Comunicazione FCI

Foto Bettini