16 Agosto Ago 2016 0046 9 months ago

RIO2016: Elia Viviani scala l'Olimpo!

Il veronese conquista l'oro della volontà in un torneo dell'Omnium condotto magistralmente - Sul podio con Viviani c'è tutta l'Italia del ciclismo che cresce sulla sua scia - I commenti entusiasti di Malagò e Di Rocco

Vivianiesulta

Rio de Janeiro (BRA) (15/8) - Elia Viviani è il nuovo campione olimpico dell'Omnium. Questa medaglia ha una data di inizio, il 5 agosto del 2012, e un luogo di partenza, Londra. Quel giorno, alle Olimpiadi di quattro anni fa, Elia perse una medaglia che sembrava cosa fatta. Una delusione che gli ha permesso di costruire, con determinazione e caparbietà, il successo attuale: “Ho vinto la corsa più importante della mia vita – ha detto Viviani al termine della cerimonia di premiazione -. Ho perso Londra, poi anche i mondiali.. ma non mi sono mai lasciato sopraffare dallo sconforto. Ho lavorato duramente per quattro anni, raccolto più delusioni che soddisfazioni.. tutto per questo!”

Eppure, anche quando la testa e le gambe giravano alla perfezione, in due giorni di gara che l’hanno visto sempre nelle prime posizioni, ci si è messa la sfortuna. A metà gara della corsa a punti Cavendish scarta di lato, il coreano Park non si accorge della manovra e frana per terra, portandosi dietro proprio un incolpevole Viviani.

La fine di un sogno? “La caduta mi ha scosso – ha ammesso l’azzurro -. Mi sono fermato per capire cosa mi fosse successo, se avevo qualche problema fisico, se ci fosse qualcosa che non andava. Poi sono risalito in bici e ho guardato il tabellone. Ho visto che ero ancora in corsa e mi sono detto 'non è successo nulla''. Quindi ho cercato di mettere in carniere più punti possibili. Quando, a venti giri dalla fine, ho superato Mark in volata ho capito che avrei vinto. Stavo ancora bene, mi sentivo pronto a parare ogni attacco.. allora mi sono anche goduto gli ultimi dieci giri.”.

Viviani Podiorio2016

Ma per comprendere la portata reale di questo oro bisogna guardare chi ha messo alle sue spalle: Lasse Norman Hansen, campione olimpico uscente, bronzo; Mark Cavendish, stella di prima grandezza del firmamento ciclistico, argento. Elia Viviani in un solo colpo ottiene due risultati in qualche modo storici. Prima di tutto riporta il ciclismo italiano sul gradino più alto del podio, ad 12 anni dal successo di Paolo Bettini e a 16 dalla vittoria di Antonella Bellutti, per quanto riguarda la pista.

Inoltre interrompe, incredibile a crederci, la striscia vincente di medaglie d’oro finora conquistate nel torneo su pista maschile dalla Gran Bretagna. Se non ci fosse stato Elia, Mark Cavendish avrebbe fatto poker.

“Una cosa meravigliosa – ha commentato il presidente del CONI Malagò presente al Velodromo insieme al presidente Di Rocco e al Capo Delegazione Carlo Mornati -, una sofferenza indescrivibile. Non dovremmo mai finire di ringraziare Elia per questa gioia: ha regalato all’Italia sportiva un oro in una delle discipline storiche, il ciclismo, e più amata dagli italiani. Dal punto di vista sportivo non posso che restare stupefatto della sua impresa: ha dominato per due giorni e quando è caduto il cuore ci è saltato in gola.. un successo così è ancora più bello.”.

Il Ct Marco Villa interpreta compiutamente il significato di questa grande vittoria: "Oro meritatissimo è sei anni che ci lavoriamo. Elia era un pò in credito e questa medaglia d'oro lo ripaga di tutti i sacrifici. Sicuramente sul podio c'è tutta l'Italia del ciclismo: dal quartetto donne e uomini ed i loro grandi miglioramenti ed ancora le giovani categorie Juniores e U23 con i grandi risultati ottenuti agli europei e ai mondiali. E' tutto un movimento in scia a Viviani che continua a crescere. Ed oggi Elia ha fatto una gara perfetta: sono serviti gli sbagli del passato per arrivare a questo. Quando ho visto che hanno attaccato Gaviria e Hansen e lui non ha perso la lucidità ho capito che ne aveva per giocarsela al meglio fino alla fine."

Sulla caduta: "E' stato un brutto momento. Così era caduto a Melburne ai mondiali quando era in testa nell'omnium e cadendo si era scheggiato il bacino. Potete immaginare cosa mi è passato in quel momento".

Viviani si è presentato al Km della mattina più determinato che mai. Ha costruito il suo successo perfezionando quanto seminato ieri. Nel Km ha corso in 1’02”338, il terzo tempo che gli ha permesso di prendere la testa provvisoria della generale. Nel pomeriggio (sera per l’Italia) ha completato il lavoro. Giro Lanciato corso in 12”660, secondo tempo e altri punti guadagnati rispetto il diretto rivale, quel Mark Cavendish che rappresentava la speranza britannica di portare a casa l’en plein di titoli olimpici.

Mornati Di Rocco Malagò Viviani Villa Cassani

Ma è la corsa a punti dove Viviani esprime il meglio. Che fosse effettivamente pronto lo si capisce subito. Controlla Cavendish, raccoglie punti, non si scompone quando vanno in fuga Gaviria e Hansen. Poi la caduta, la paura di veder svanire un sogno così lungamente inseguito. Ma oggi è il giorno del campione veronese: “Ho avuto tutta la Federazione vicino – è ancora Viviani che parla -, da Marco Villa che non è solo il CT ma un amico, al gruppo dei giovani azzurri che mi hanno permesso di capire tanto, del mio ruolo, della pista. Con Ganna sono cresciuto nell’inseguimento, con Consonni ho capito come affrontare le gare.. Quando ho perso l’oro mondiale mi sono preso la responsabilità della sconfitta. Allora volevo vincere e non ho pensato a difendere la posizione.. qui alle Olimpiadi ho voluto fare la corsa perfetta.

Adesso si chiude un capitolo della mia vita. La pista è nel mio cuore, ma voglio guardare oltre. Ci sono tanti ragazzi in gamba che non attendono altro di poter diventare campioni, credo che grazie a loro, a Marco, a tutto lo staff, la pista azzurra ha un futuro.”

Il presidente Di Rocco commenta entusiasta la prova di Viviani ed allarga lo sguardo a tutto un torneo di pista che ha dato grandi soddisfazioni all’Italia: “Ci godiamo il terzo posto nel medagliere su pista dietro ad un colosso come la Gran Bretagna. Elia ha rincorso, voluto e conquistato il suo obiettivo, sostenuto da tecnici, staff e da tutte le varie componenti della Federazione, compresi i tanti atleti che anche grazie al suo esempio si dedicano alla pista ed ottengono grandi risultati e soddisfazioni.

I due quartetti sono cresciuti e hanno migliorato le loro rispettive prestazioni, mostrando anche ulteriori margini di crescita. Siamo rientrati nel gruppo delle Nazioni di riferimento, ma questo non ci deve illudere di essere arrivati: c'è ancora molto da lavorare e da investire per mantenere il trend dei risultati che sia a livello mondiale che continentale stiamo raggiungendo con continuità.

Un grazie particolare mi sento di rivolgerlo ad Elia, un professionista serio che anche oggi, vittima di una brutta caduta, ha dimostrato che gli obiettivi prefissati si possono raggiungere. Sono particolarmente contento del suo successo anche perché in qualche modo sana un credito che aveva con la sorte, per le prestazioni degli anni passati e recenti, tutte di grande spessore tecnico.”.

Il torneo su pista continua anche domani, ma non ci sono azzurri in gara. Prima di stilare un bilancio complessivo della partecipazione del ciclismo a Rio è giusto attendere le prove dei nostri bikers il 20 e 21 agosto. A Londra il fuoristrada portò un bronzo che rappresentò anche l'unica medaglia del ciclismo italiano. Quest'anno le cose sono già andate in modo differente...

Antonio Ungaro

PROSSIME GARE DI CICLISMO SU PISTA

MARTEDÌ 16 AGOSTO

15.00: Sprint, quarti di finale (femminile); Keirin, primo round (maschile); Omnium, quarta prova (femminile)

21.00: Sprint, semifinali (femminile); Omnium, ultime due prove (femminile); Keirin, secondo round (maschile); Sprint, finale per il bronzo (femminile); Sprint, finale per l’oro (femminile); Keirin, finale per le medaglie (maschile)