17 Agosto Ago 2016 1316 one year ago

VIVIANI: Anche da Fiorenzuola e Veneto piovono applausi

Ai complimenti di Zaia, Carlesso, Liber, Contin si aggiungono quelli di Rizzuto, che ricorda il trionfo di Elia alla 6 Giorni delle Rose

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Tra i tanti complimenti che in queste ore continuano ad arrivare, in forma pubblica e privata, ad Elia Viviani, spiccano quelli del Governatore del Veneto Luca Zaia e del presidente del CR Veneto Raffaele Carlesso, oltre a quelli del presidente del Velodromo di Fiorenzuola, Gaetano Rizzuto e del mondo che ruota attorno alla 6 Giorni delle Rose, manifestazione che ha visto spesso il campione veronese protagonista, ultima delle quali un mese fa. Complimenti e manifestazioni di affetto che confermano quanto si va delineando in questi giorni anche attraverso le opinioni dei tanti editorialisti, ovvero che Elia Viviani è la punta e il trascinatore di un movimento intenzionato a recuperare la grande tradizione della pista italiana,

Proprio l’esempio di un atleta vincente come l’azzurro, infatti, ha dato forza alla linea federale che pone al centro la multidisciplinarietà convincendo tanti ragazzi e le società di appartenenza a dedicarsi alle specialità del tondino come base per la formazione del ciclista moderno. In questo senso la disponibiltà del velodromo coperto di Montichiari e l'impegno dei centri territoriali della pista hanno svolto una funzione decisiva per il rilancio. Basta pensare al successo di partecipazione e tecnico dei campionati italiani giovanili svoltisi nel luglio scorso a Busto Garolfo, alle manifestazioni che hanno assegnato titoli italiani a Dalmine, Pordenone, al ruolo di Padova, Pescantina e di Cento, tanto per citare.

Abbiamo giù citato il Ministro Delrio, che complimentandosi per l'oro olimpico di Elia Viviani, si è detto anche soddisfatto e felice del sostegno assicurato per la realizzazione del nuovo velodromo di Treviso.

Tornando alla 6 Giorni delle Rose, il successo olimpico di Viviani ha offerto agli organizzatori della manifestazione di Fiorenzuola l'occasione di ricordarne il valore e il peso. Viviani, che ha vinto la 6 Giorni delle Rose di Fiorenzuola anche nel 2011 e nel 2015 - ricorda una nota del Velodromo - non è l’unico atleta, tra quelli che hanno messo al collo medaglie a Rio ad aver corso in gare ufficiali al Velodromo di Fiorenzuola.
Di questa speciale “squadra”, composta in partenza da più di sessanta atleti visti in questi anni sull’anello del “Pavesi”, sono stati 15 quelli saliti sul podio nella rassegna a cinque cerchi, per un totale di 17 medaglie.
Oltre a Viviani infatti, hanno conquistato l’oro anche Ed Clancy (primo nell’omnium 2013), Owain Doull e Steven Burke (Gran Bretagna) nell’inseguimento a squadre, specialità nella quale l’argento è andato all’Australia, che schierava anche Callum Scotson e Sam Welsford. Nell’omnium vinto da Viviani poi, Mark Cavendish (secondo) ha conquistato gli europei della corsa a punti nel 2005 a Fiorenzuola, mentre il danese Lasse Norman Hansen (terzo) a Fiorenzuola ha fatto sua la corsa a punti di classe 1 Uci nel 2013. Bronzi a Rio anche per i velocisti francesi Gregory Bauge e Michael D’Almeida nella velocità a squadre e per il danese Casper Von Folsach e Casper Pedersen nell’inseguimento a squadre che comprendeva anche Hansen.
In campo femminile, invece, oro per la britannica Elinor Barker nell’inseguimento a squadre e due medaglie d’argento per la statunitense Sarah Hammer, nell’inseguimento a squadre e nell’omnium, specialità dove terza si è piazzata la belga Jolien D’Hoore.

Elia Viviani ha fatto vivere a tutti gli sportivi italiani una serata davvero magica – dice Gaetano Rizzuto, presidente del Velodromo di Fiorenzuola -. Per noi, che lo abbiamo avuto come grande protagonista dell’ultima 6 Giorni delle Rose solo tre settimane fa, è stata una gioia immensa oltre che un ulteriore motivo d’orgoglio: lo aspettiamo l’anno prossimo per celebrarlo nella 20^ edizione della 6 Giorni. In questi anni lo abbiamo osservato crescere, ben guidato dal ct Marco Villa, un altro grande amico di Fiorenzuola, fino a questa grande soddisfazione per entrambi. Complimenti a loro e a tutti gli atleti che, dopo aver corso nel nostro Velodromo, quest’anno erano in gara a Rio e hanno messo al collo una medaglia in quello che è l’appuntamento più importante di tutti”.

Né poteva mancare l'omaggio del Veneto al campione veronese. Il Governatore Luca Zaia, grande amico dello sport del pedale, ha ricordato: "Una medaglia che premia la tenacia, la bravura e l'intelligenza di un campione che ha dimostrato anche ieri sera di saper affrontare e superare i momenti più difficili. L'Italia e il Veneto devono essere orgogliosi di atleti come Viviani".

Lo stesso presidente della Regione ha precisato che: “E’ un successo doppio per il Veneto: lì in alto, sul gradino più alto del podio, c’è anche un marchio trevigiano, quello di Casa Pinarello, una vera e propria leggenda nel mondo delle due ruote. Un binomio che ci inorgoglisce quello formato dal campione veronese e da una delle più importanti aziende al mondo nella produzione delle bici da corsa. Sia Nani sia Andrea Pinarello, scomparsi negli scorsi anni, guarderanno da lassù l’ennesima grande vittoria che porta anche il loro nome."

"Elia è un ragazzo d'oro sotto tutti gli aspetti", ha precisato il presidente della Federciclismo del Veneto, Raffaele Carlesso che lunedì sera ha seguito con grande apprensione, incollato davanti al televisore, la gara di Viviani. "Ho veramente tremato quando è caduto - ha osservato il responsabile del ciclismo veneto - perché si è verificata nel momento più dedicato della gara. Quando lo ho visto alzarsi e avvicinarsi a bordo pista ho temuto il peggio e cioè che abbandonasse la gara. Per fortuna così non è stato; è salito in bicicletta e ha ripreso a pedalare con maggiore concentrazione. Da quel momento in poi è emersa la caparbietà e la determinazione di voler raggiungere il risultato a tutti i costi. Mi ha colpito la sua non comune decisione, la grande voglia di riscattare la delusione provata alle Olimpiadi di Londra".

"Elia ha coronato un sogno - ha sottolineato infine dal canto suo Gianluca Liber, presidente della Federciclismo di Verona che sta evidenziando notevoli segnali di crescita - ed era da quattro o cinque anni che lo inseguiva con tenacia. I suoi sforzi sono stati ripagati e ci ha regalato una grande gioia. Lui è un esempio per tutti i giovani che praticano il ciclismo. E' una grande gioia per il ciclismo veronese. Del suo successo bisogna dare merito anche al lavoro svolto dal Centro Pista di Pescantina e dalle società che mettono a disposizione tutte le loro risorse disponibili per far crescere i nostri ragazzi".