20 Agosto Ago 2016 1952 one year ago

RIO2016: Rissveds vince l'oro e prenota il futuro

La 22enne svedese, la più giovane in gara, domina la prova XCO femminile laureandosi campionessa olimpica - Eva Lechner chiude al 18° posto.

Rissveds

Rio de Janeiro (BRA) (20/8) - Era la più giovane in gara, essendo nata il 6 giugno del 1994, ed è stata la dominatrice lungo il tracciato dell’Aquece Rio. Jenny Rissveds è la nuova campionessa olimpica del crosscountry. Succede alla francese Bresset, oro a Londra, e completa la sua personale ascesa ai vertici del fuoristrada mondiale. Ascesa cominciata lo scorso anno, dominando la Coppa del Mondo U23 ma con la parziale delusione di un mondiale corso in sordina (solo terza). Continuata quest’anno, con la partecipazione alle prove di Coppa del Mondo élite, sebbene i suoi 22 anni gli avrebbero permesso di gareggiare tra le U23. Una partecipazione che l’ha vista primeggiare a Lenzerheide, per poi vincere un mese fa anche il Mondiale U23. Ascesa culminata, infine, con la vittoria di oggi, che la pone all’attenzione del crosscountry mondiale come una campionessa in grado di dominare la scena per i prossimi anni.

Nulla da fare invece per Eva Lechner che, nonostante un tracciato a lei congeniale, non è riuscita a raddrizzare una stagione storta. Era praticamente impossibile farlo in Brasile (data la posta in gioco), anche se l’ottima prova nel test preolimpico di ottobre autorizzava qualche ottimismo. La 31enne altoatesina, invece, ha navigato sin dalle prime battute nelle posizioni di rincalzo, sicuramente non favorita dalla partenza in terza fila. Ma anche dopo il giro di lancio, l'azzurra ha lentamente perso terreno dalle prime e concluso la sua prova al 18° posto, a 8’30” dalla vincitrice, scontando a metà gara anche una caduta. Comunque avanti ad altre favorite che si sono perse per strada, come la tedesca Spitz e la francese Ferrand Prevot, che non ha addirittura concluso la gara dopo una prima parte improntata in un recupero impossibile.

“Ho sofferto di mal di schiena fin dal primo giro.. – ha detto Eva subito dopo l’arrivo - poi sono anche caduta, a metà gara, anche se ormai prova era andata...”. “Sapevamo che Eva non era nella condizione ottimale – ha detto il CT Hubert Pallhuber al termine – inutile recriminare…

Che la corsa sarebbe stata difficile lo si è capito sin dalle prime battute. Da quando, cioè, la Svizzera, nel tentativo finalmente di vincere un oro olimpico nella disciplina, ha provato a realizzare un improbabile gioco di squadra.

Potendo sfruttare due atlete nelle prime posizioni, la Indergand ha forzato subito il ritmo, sperando che le avversarie si esaurissero nel recupero. Per la prima parte di gare il tentativo è sembrato anche funzionare, ma appena le inseguitrici (Rissdves, Wloszczowska e Neff) si sono riportare sulla fuggitrice, il bluff si è evidenziato in tutta la sua drammaticità. Infatti mentre la Neff provava a staccare le avversarie, la Indergand usciva mestamente di scena. Tempo mezzo giro e si capiva che neanche Jolanda sarebbe riuscita a fare il vuoto. In poco tempo anche la campionessa europea perdeva le ruote della coppia di testa, mentre dalle retrovie risaliva un’indomita e scatenata Pendrel.

Rissved

Gli ultimi due giri vivevano sul duello tra la svedese e la polacca, che aveva il difficile compito di scrollarsi di dosso la “maledizione” del secondo posto (seconda a Pechino e in 5 mondiali). Non gli riuscirà. Quando la 22enne di Falun decide di aprire il gas, nel corso dell’ultima tornata, per la polacca si spegne la luce e anche l’ultima speranza di un oro. Alle sue spalle la Pendrel, stremata dal forcing per recuperare, dosa le forze e riesce a tenere a pochi metri il ritorno della connazionale Batty, già bronzo ai mondiali in repubblica Ceka.

Domani si replica con gli uomini. Nino Schurter riuscirà là dove le connazionali hanno fallito?

AU