1 Giugno Giu 2017 0835 2 months ago

Storie di pista: Vittoria e Giada a Montichiari per conquistare il Mondo!

Conosciamo meglio i protagonisti dei Raduni delle Nazionali al Velodromo bresciano: primo appuntamento con Vittoria Guazzini (la più giovane del gruppo) e Giada Capobianchi (che arriva addirittura da Roma).

Vittoria E Giada

C'è un segreto dietro la rinascita della pista azzurra; un segreto che poi segreto non è. E' l'appuntamento fisso infrasettimanale al Velodromo di Montichiari, istituito dai Tecnici delle Nazionali ormai da oltre un anno e che permette a numerosi atleti di tutte le categorie di confrontarsi e misurarsi periodicamente con questa disciplina. Un momento fondamentale dal punto di vista tecnico, che ha permesso di colmare il gap con le altre Nazioni, e che nasconde anche tante storie diverse ed interessanti da raccontare.

Abbiamo deciso di dedicare un appuntamento settimanale (come i raduni a Montichiari) ai protagonisti di questo impegno, per farli conoscere al grande pubblico e far conoscere le loro storie, speranze e ambizioni. Sono loro i veri protagonisti di questa rinascita... se lo meritano!

Vittoria Guazzini

Guazzini Due

Siamo andati a “curiosare” cosa fanno le azzurrine juniores del CT Salvoldi che ogni martedì si trovano, su convocazione del CT azzurro, per il loro training di quattro ore su pista che è anche propedeutico all’attività su strada. Iniziamo dal talento più giovane del gruppo lavoro del CT Salvoldi: Vittoria Guazzini (seguirà Giada Capobianchi che percorre più strada per allenarsi a Montichiari).

Vittoria compirà 17 anni il 26 dicembre, arriva da Prato, suona la chitarra e canta, ed ogni martedì ha il permesso di uscire prima da scuola (è al 3^ anno di Liceo Scientifico), per arrivare ad allenarsi al velodromo perché il CT Salvoldi l’ha voluta nel suo gruppo lavoro con le giovani. Vittoria è bella e solare. Quando mi siedo vicino a lei per conoscerla un po’ meglio mi guarda e…sorride.

- Vittoria, sei di Prato: quanto tempo ci impieghi per arrivare a Montichiari?

"Parto da casa in auto (mi accompagnano) al mattino ed arrivo al velodromo per le 15.30; mi alleno con le mie amiche fino alle 19.30 poi riparto e arrivo a casa verso le 23.00 ed il giorno dopo c’è la scuola che mi attende..."

- Lo sai che sei la più giovane tra le giovani junior del gruppo azzurro del CT Salvoldi?

"Si, ma credo di essere anche la più alta!" risponde Vittoria sorridendo intanto che ascolta le indicazioni del CT durante la fase di recupero degli allenamenti.

- Aspetto che il CT finisca di parlare e faccio un breve calcolo mentale: sono più di 500 i km che Vittoria compie in una giornata per allenarsi, sono…tanti!

“Si è vero, sono tanti ma lo faccio volentieri. Ci sono abituata. Pensa che ormai pranzo e ceno in auto. Almeno una volta a settimana è così! Ed è da un anno che ho questo appuntamento fisso e non lo perderei per nulla al mondo. Ho anche altre passioni: suono la chitarra, canto, mi piace nuotare ed amo le olive nere oltre alla pizza ed ai Coldplay…"

- A chi ti ispiri come sportivo?

"Alberto Contador su tutti."

- Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Vittoria non mi risponde, mi guarda e mi chiede se può rispondermi dopo. Sale in pista, prova una simulazione del quartetto con le altre azzurrine. Scende dalla pista e mi si avvicina: è ancora in sella alla sua bici e mi dice con voce pacata ma ferma: “Vincere un mondiale!”.

Giada Capobianchi

Capobianchi

Se Vittoria per allenarsi ricopre settimanalmente la distanza Prato-Montichiari-Prato in una giornata, c’è Giada Capobianchi che arriva addirittura da Roma!

Giada è del 2000, ha tanti hobbies tra cui il teatro e la lettura (ha divorato tutta la sagra di Herry Potter quando era bimba), non potrebbe fare a meno delle lasagne di mamma, nuota e ha giocato anche a mini volley. La sua prima bici le fu costruita su misura (e da corsa) da papà Marcello (che di bici se ne intende) a soli due anni:

E’ stata subito passione, ed è proprio per passione che una volta a settimana salgo fin qui, a Montichiari”.

- Come arrivi a Brescia?

Semplice, parto la mattina da casa o con mamma o con papà in moto fino alla Stazione Termini. Prendiamo il treno diretto a Bologna e poi la macchina che la lasciamo al parcheggio custodito tutta la settimana, fino al velodromo. Esco da casa la mattina e rientro, quando tutto procede bene, a mezzanotte ed è cosi da circa un anno. Quest’estate, però, mi sposterò su Verona dove ho un appoggio..”.

Perché l’ho sentito da Giada che mentre me lo raccontava le si illuminavano gli occhi….così giovane, giustamente allegra, eppure così determinata perché non vuole perdere nemmeno un giorno di allenamento, nonostante la distanza.

- Come riesci con la scuola ad incastrare questo appuntamento settimanale e le eventuali gare del fine settimana?

Sono organizzata: non ho tempo per vedere la TV o andare su FB, molto poco. Sono al terzo anno di liceo scientifico e per me la scuola è importante”.

Liceo Scientifico.. penso a quanto ero “schiappa” in matematica e lo dico a Giada che, mentre si sta preparando per l’altra sessione di allenamento, scoppia a ridere mi dice: “Io ho nove in matematica!”.

- Chi è il tuo sportivo preferito, hai un sogno come tutti e una frase che sente tua?

Peter Sagan perché riesce a fare la cosa giusta al momento giusto e Vincenzo Nibali perchè regala sempre un grande spettacolo. Il mio sogno? Semplice, girare il mondo …si insomma esplorarlo” poi sale sulla bici. E’ ancora nell’area del parterre: “Credo che la frase che più mi appartenga sia proprio riferita al mio modo di essere: prendere tutto con il sorriso".

Abbiamo finito.. mentre ringrazio Giada ho la sensazione che vuole dirmi altro.. Sottovoce mi sussurra: “Un altro sogno posso dirtelo? Una convocazione in Maglia Azzurra in una gara internazionale….sarebbe bellissimo!”.

Roberta Ceppi