23 Settembre Set 2017 1932 2 months ago

L’Italia dei giovani convince ed entusiasma

Il CT De Candido fa l’analisi di un mondiale da 10 e lode – Luca, Michele & C , il volto del futuro

Decandido Rastelli Gazzoli

Una gara da 10 e lode quella che ha visto protagonisti gli azzurrini del CT De Candido sul circuito mondiale di Bergen. Non solo. Con l’argento di Luca Rastelli e il bronzo di Michele Gazzoli, l’Italia conquista il terzo posto nella Coppa Nazioni 2017, Challenge UCI.

Ma per raggiungere risultati come questi, è necessario avere una squadra, seppur di giovani, che sia con la S maiuscola. E la Nazionale uomini Juniores è una vera…Squadra.

“Abbiamo corso da protagonisti. Abbiamo realizzato una corsa entusiasmante. Chi ha vinto ha una potenzialità pazzesca ma l’argento di Rastelli, conquistato dopo una corsa gestita al meglio ed il bronzo di Gazzoli, che solo venti giorni fa era alle prese con la clavicola rotta a causa di una caduta ai mondiali pista, dicono in modo chiaro il nostro valore” – commenta il CT De Candido.

A lui l’onore di commentare il carattere, la prestazione di ogni azzurrino che rappresenta il futuro del movimento italiano.

Luca COLNAGHI, nel gruppetto dei quattro in fuga: “Ha una capacità innata di vedere la corsa. Ha intelligenza tattica”.

Michele GAZZOLI, sprinter del gruppo, campione europeo in carica e titolato su pista, è arrivato a Bergen con un post operatorio a causa della clavicola rotta dovuta alla caduta ai mondiali pista di Montichiari di fine agosto. Sul circuito iridato, dopo solo 20 giorni dalla caduta, ha vinto il bronzo. “Michele? Ha confermato la sua classe”.

Andrea INNOCENTI e Fabio MAZZUCCO, in corsa hanno fatto un vero e proprio lavorone, controllando il gruppo: “Andrea e Fabio i due “faticatori” della squadra. Indispensabili alla squadra”

Giulio MASOTTO. Si è inserito fin da subito, in una fuga importante ed è anche caduto: “Giulio ha grosse potenzialità e sta iniziando a esprimerle”.

Luca RASTELLI ha saputo gestire le forze ed essere ed essere il protagonista di una fuga che sul finale gli ha permesso la conquista dell’argento: “Luca è un corridore capace di immedesimarsi in ogni tipo di corsa. Il suo argento è meritatissimo”

Filippo ZANA, sempre in azione, sul tratto finale è riuscito a recuperare terreno per portarsi in testa alla corsa: “Ho dovuto attendere fino all’ultimo per decidere la convocazione di Filippo in Nazionale perché era in recupero dopo l’intervento di appendicite. E’ un corridore di grande classe. Sentiremo parlare di lui in futuro”.

Luca e Michele, Argento e Bronzo frutto di classe e spirito di squadra

Luca Rastelli, cremonese, classe 1999. Quello di Bergen è il suo primo mondiale. E lo ha corso da vero protagonista, conquistando uno splendido argento dopo una fuga da manuale.

Luca ti aspettati una medagli al tuo primo mondiale?

"Onestamente no. Sapevo di stare bene e di essere in condizione, ma una medaglia…"

Quando hai capito che potevi regalare all’Italia un’altra medaglia?

"All’ultimo giro mi sono ritrovato da solo in salita. Volevo raggiungere il danese che però veramente oggi sembrava una moto. Mi sono gestito per mantenere la posizione perché sul finire, visto che ero in fuga da un bel po’ di chilometri, iniziavo a sentire un po’ di stanchezza. Ma ho dato tutto. Ho vinto l’argento per un …soffio e sono felicissimo per Michele che è riuscito a sprintare e vincere il bronzo".

Per l’Italia una tattica perfetta.

"Si, è vero. Abbiamo corso veramente bene e ci siamo giocati ogni carta a nostro favore. La tattica studiata a tavolino era proprio di portare Michele allo sprint ed entrare in ogni eventuale azione per controllare nazioni come la Norvegia e la Danimarca".

Per chi è questa medaglia?

"Per il CT De Candido e di tutta la Nazionale e lo staff della Federciclismo; è anche per il mio team di appartenenza e per tutte le persone che mi hanno sostenuto, a partire dalla mia famiglia".

Sono tanti i messaggi che hai ricevuto?

"Tanti? Tantissimi, sia alla vigilia della gara che, e soprattutto oggi. Una bellissima sensazione".

Cosa significa per te indossare la Maglia Azzurra e vivere questa esperienza?

"Siamo un bel gruppo. Amici anche giù dalla bici. E se penso ai giorni in raduno a Livigno con la Nazionale e questi giorni qui a Bergen l’unica parola che rispecchia il mio stato d’animo è …entusiasmante! La Maglia Azzurra ti regala il sorriso e la voglia di continuare a pedalare!"

Oltre al ciclismo hai altre passioni?

"Si, mi piace ascoltare la musica. Anche oggi prima della gara e durante il trasferimento ho ascoltato la mia Play-list. E se la corsa che abbiamo realizzato fosse una canzone, credimi sarebbe una di quelle che ti innesca la giusta carica….magari una canzone degli AC DC..."

Un bronzo che vale oro quello conquistato da Michele Gazzoli sul traguardo di Bergen.

Perché solo 20 giorni fa è caduto sulla pista di montichiari ai mondiali di categoria e ha rotto la clavicola. A Bergen ha corso di diritto perché è il campione europeo in carica. Ma l’altro giorno ha accusato anche l’otite che lo ha colpito nei giorni di avvicinamento alla prova iriata.

Michele, è bronzo ma…vale oro?

"Be', diciamo di si! Sono arrivato qui a Bergen non proprio al 100% della condizione. A causa del mio intervento alla clavicola no ho potuto realizzare un avvicinamento al mondiale come programmato. Mi mancava un po’ di fondo".

Una gara dura?

"Molto dura. Anche se non sembrava. Ho fatto del mio meglio per riuscire a stare nella posizione. I miei compagni hanno fatto un grande lavoro. Ho sentito anche la responsabilità e l’onore di indossare la Maglia Azzurra e di essere in campione europeo in carica".

Una medaglia davvero di…spessore. Hai una dedica?

"La dedico a tutti. Davvero. In particolare a chi in questo ultimo mese mi ha supportato e conosce cosa ho fatto per arrivare fino a qui".

Roberta Ceppi

Ufficio Stampa FCI

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