24 Settembre Set 2017 1734 22 days ago

Bergen2017: Sagan riscrive la storia

Per la prima volta un corridore conquista per il terzo anno consecutivo il titolo mondiale - Il campione slovacco supera al fotofinish Kristoff, terzo Matthews davanti a Trentin, quarto

Sagantris

Oggi a Bergen si è scritta una pagina unica del ciclismo. Anche se può apparire roboante, fino a che qualcuno non ripeterà l’impresa, si può aggiungere che si è vissuta una pagine leggendaria. Peter Sagan ha vinto il suo terzo mondiale consecutivo. Come lui nessun altro. Non vi riuscirono Binda, il primo cannibale di questo sport, Van Steenberger, il vero cannibale Merckx o il più recente Freire.

Tutti coloro che fino ad oggi avevano vestito per tre anni la maglia iridata, l’avevano fatto non consecutivamente. Poi è arrivato questo talento nato a Žilina, in Slovacchia, cresciuto ciclisticamente nel mountain bike e poi in Italia, e il record è caduto. Un legame, quello con il nostro Paese, che Peto conserva ancora, parlando correttamente l’italiano e non mancando di mandare segnali d’amore verso l’Italia. Come le parole in ricordo di Michele Scarponi, al termine della sua terza vittoria mondiale: “Non credevo, sinceramente non credevo di poter battere Kristoff, qui davanti al suo pubblico, ma ci tenevo a vincere. Gli ultimi chilometri? Sembrava che qualcuno potesse riuscire ad evadere.. Addirittura ci ha provato Gaviria. Io ho provato a galleggiare, a restare avanti. Mi sono reso che ci sarebbe stata la volata solo all’ultimo chilometro.. l’ho fatta. Sono contento. Un pensiero va a Michele Scarponi, domani avrebbe compiuto gli anni. Un abbraccio alla sua famiglia.. ed anche a mia moglie e a mia figlia.”. L'omaggio a Michele Scarponi l'aveva tributato anche la #NazionaleCiclismo al via, presentandosi con lo striscione "Scarpa nel Cuore". Come ha ricordato Cassani in conferenza stampa, si è corso nel suo nome...

Per l’Italia di Davide Cassani è arrivato un quarto posto amaro, con Matteo Trentin. Amaro perché mai come in questo mondiale il gruppo era convinto delle proprie possibilità e ha corso di conseguenza. Gli azzurri hanno presidiato ogni azione di rilievo nei 60 chilometri finali, ovvero da quando la gara è entrata nel vivo. Prima con Alessandro De Marchi, poi con Alberto Bettiol e Diego Ulissi, infine con Gianni Moscon. Il trentino ha risposto all’allungo di Julian Alaphilippe sull’ultima ascesa della Salomon Hill. Lo strappo del francese è deciso e fa male. Non tengono le ruote favoriti del calibro di Van Avermat e Matthews.

Tiene Moscon, nonostante una caduta e la fatica per il recupero. Insieme si accingono a percorrere i 10 chilometri finali, con il gruppo alle costole, staccato di circa 10”. Poi, a metà strada, il francese forza ancora, forse convinto che l’italiano sia più un peso che una risorsa. Non è dello stesso parere il 23enne Sky, autore di un grande mondiale: “Non capisco perché abbia forzato.. insieme, forse, saremmo anche potuti arrivare.”

Sagan Fotofinish

Fatto sta che, mentre salta il collegamento tv, lasciando il pubblico al buio, il gruppo, sospinto da diversi tentativi solitari e dalla Norvegia, compatta per Kristoff, recupera. Si presenta forte di una trentina di unità agli 800 metri. Matteo Trentin, ben pilotato da Bettiol, è in ottima posizione, ma l’ultima curva a destra scompagina i piani dell’azzurro. Sul rettilineo scatta Kristoff. L’unico in grado di tenergli la ruota, accostarlo e sopravanzarlo con il colpo di reni finali è sua maestà Sagan. Che prima di festeggiare è costretto ad attendere il fotofinish. Trentin è quarto, superato anche da Matthews. “Mi dispiace.. - afferma subito dopo l'arrivo - ero in posizione ottimale per la volata. Quei due erano di un livello superiore… però il podio era alla mia portata..."

Brucia, questo mondiale, anche a Davide Cassani, che continua la sua scalata. In quattro mondiali ha collezionato piazzamenti sempre migliori. Lo scorso anno il quinto posto di Nizzolo, oggi il quarto di Trentin: “Mi dispiace – dice il tecnico azzurro -, perché si sono create diverse situazioni che ci avrebbero potuto portare qualcosa di più. A cominciare dall’azione di Gianni Moscon e Alaphilippe. Fossero andati insieme forse avrebbero raggiunto il traguardo. Gianni è stato molto bravo: è caduto, ha cambiato la bici, è stato pronto a rientrare e a recuperare. Nel momento decisivo era lì, a giocarsi le sue carte. Questo quarto posto che non ci soddisfa, ma siamo anche consapevoli che non partivamo con i favori del pronostico. I ragazzi, comunque, sono stati bravi, hanno corso benissimo. Già dallo scorso anno sapevamo che sarebbe stata una gara complicata, nella quale nessuna squadra avrebbe potuto controllare. Ci hanno provato i belgi, i norvegesi, i polacchi, ma alla fine ha vinto sempre Sagan, che è forte.. il più forte. Matteo Trentin si è fatto trovare pronto.. meritava un posto sul podio.".

MOSCON SQUALIFICATO - Un'ora dopo la conclusione di gara è arrivata la decisione da parte dei commissari di gara di squalificare e togliere Gianni Moscon dall'ordine di arrivo per traino durante il rientro in gruppo dopo la caduta. Non commentiamo. Accettiamo il verdetto dispiaciuti di quanto accaduto.

Il bilancio finale per l'Italia è comunque ricco di soddisfazione. Nel medagliere conclusivo finiamo al secondo posto, alle spalle dell'Olanda, ma con un maggior numero di medaglie conquistate. Ben sette rispetto alle tre di Doha 2016. Se a queste aggiungiamo anche gli ottimi piazzamenti di Affini e Moscon nelle prove a cronometro, il 5° posto di Vincenzo Albanese nella prova in linea U23 e il 4° di Matteo Trentin, oggi abbiamo un quadro completo del valore del ciclismo italiano in questo momento.

Con le sette medaglie di Bergen il bottino complessivo delle medaglie conquistate nel 2017 da tutte le Nazionali italiane nella varie specialità del ciclismo, tra Mondiali e Europei, sale a 64 tenendo conto anche dei podi conquistati dal settore giovanile.

Ma Bergen resterà memorabile anche per l'avvicendamento al vertice dell'UCI che ha portato il Presidente Renato Di Rocco alla vice presidenza al fianco del neo presidente David Lappartient. Una medaglia da aggiungere sul blasone del ciclismo italiano, a conferma della considerazione e del prestigio conquistati in campo internazionale.

A.U.

Ufficio Stampa FCI

Scarpa Nel Cuore

Ordine di arrivo
1. SAGAN Peter (Slk) 6:28:11
2. KRISTOFF Alexander (Nor)
3. MATTHEWS Michael (Aus)
4. TRENTIN Matteo (Ita)
5. SWIFT Ben (Gbr)
6. VAN AVERMAET Greg (Bel)
7. ALBASINI Michael (Svi)
8. GAVIRIA RENDON Fernando (Col)
9. LUTSENKO Alexey (Ukr)
10. ALAPHILIPPE Julian (Fra)
28. BETTIOL Alberto +5
39. ULISSI Diego +1:23
58. VIVIANI Elia +2:32
60. COLBRELLI Sonny +2:32
89. PUCCIO Salvatore +3:13
106. BENNATI Daniele +7:35
114. DE MARCHI Alessandro +9:26

Schermata 2017 09 24 Alle 17