15 Luglio Lug 2018 1746 2 months ago

EUROPEI BRNO: Italia chiude prima nel medagliere

Nessuna medaglia per gli azzurri nell'ultimo giorno di gare: tra gli Juniores successo del belga Evenepoel, Piccolo è sesto - Tra gli Under 23 Hirschi la spunta al fotofinish su Lafay, Scaroni ai piedi del podio

Nazionaleu23 Brno

Brno (CZE) (15/07) - L’ultimo giorno di gare dei Campionati Europei Strada Juniores e Under 23 non porta medaglie all’Italia impegnata in Repubblica Ceca che però, grazie al bottino dei giorni passati, chiude la rassegna in testa al medagliere con due ori, una medaglia d’argento e due di bronzo.

Oggi gli azzurri di Rino De Candido e Marino Amadori si sono confermati gruppi coesi e capaci di fare la corsa. Chiudono, come migliori risultati, con il sesto posto di Andrea Piccolo tra gli juniores e il quarto di Cristian Scaroni tra gli U23: ci siamo veramente andati vicini a salire ancora sul podio, anche più di quanto appare dagli ordini di arrivo.

La parola a Rino De Candido, il tecnico degli Juniores: “Nel gruppetto alle spalle del leader c’erano Piccolo e Rubino. All’ultimo giro Rubino è partito sull’ultima salita ed è riuscito ad accumulare 22” sugli inseguitori. La medaglia era vicinissima ma un guasto meccanico, a 2 km. dall’arrivo, ha vanificato tutto. Abbiamo provato a cambiare la bici, ma abbiamo perso terreno e tempo preziosi. Rimane l’amaro in bocca per l’ottimo lavoro svolto da tutti gli azzurri in una corsa durissima. Si è distinto anche Piccolo che ha tentato sul finale di gara, dopo che Rubino era fuori dai giochi, lo sprint conclusivo. Nonostante non sia arrivato il risultato, questa è stata una Nazionale decisamente compatta. Il ciclismo è anche questo e dobbiamo accettarlo”.

Un vero peccato per un gruppo, quello diretto da Rino De Candido, che in questi primi mesi di una stagione ha sempre mostrato, in Coppa delle Nazioni, di essere molto competitivo.

La gara è stata dominata dal fenomeno belga Remco Evenepoel, già vincitore della cronometro. che, subito dopo il via, ha salutato tutti e volato via verso la vittoria. Una fuga di quasi 100 chilometri con un vantaggio sempre più crescente fino ad arrivare alle soglie dei 10’ all’arrivo. Un nome che sicuramente sentiremo ancora in futuro, tenuto anche conto che il ragazzo ha iniziato a correre solo lo scorso anno.

Sicuramente più complessa da gestire la gara degli U23 che ha visto diverse azioni di attacco lungo i 140 chilometri di un percorso che si è rivelato duro anche per questa categoria. Ha vinto il talento svizzero Marc Hirschi al termine di un finale mozzafiato e al fotofinish. Il portacolori del Sunweb Devo Team ha attaccato a 20 km dalla fine insieme al ceco Adam Toupalik. I due si sono riportati sui tre corridori che si trovavano in testa alla corsa in quel momento. Dopodiché, a circa 10 km dalla fine, l’elvetico ha staccato tutti. Tuttavia, mentre era solo in testa, Hirschi ha avuto un problema meccanico (il pedale si è impigliato nella catena) ed è stato costretto a cambiare bici. Questo inconveniente lo ha rallentato e ha permesso in un primo momento al basco Fernando Barcelo e in un secondo al francese Victor Lafay di rientrare.

I tre sono, dunque, arrivati a giocarsi la vittoria allo sprint, con Hirschi e Lafay che sono giunti al traguardo appaiati. Vi è stato, quindi, bisogno del fotofinish per assegnare la vittoria, meritatissima, all’elvetico, il quale, alla fine, si è dimostrato più forte anche della sfortuna.

Primo degli italiani Cristian Scaroni, che ha conquistato la volata per il 4° posto precedendo lo svedese Lucas Eriksson e il coriaceo Toupalik.

Anche tra gli U23 il quarto posto di Scaroni a soli otto secondi dal podio lascia un po’ di amaro. Ma se si considera che tra i primi tre sul podio, due corrono in Squadre Professional ed il vincitore in una Squadra Continental, che significa avere una certa attività ed esperienza, questo quarto posto ha un grande valore proprio per il lavoro che la Nazionale sta effettuando da qualche stagione.

“Si, siamo giù dal podio - ha detto Marino Amadori al termine della gara - ma abbiamo degli atleti di spessore e grazie alla Federciclismo che, con l’attività che stiamo svolgendo, possiamo arrivare a questi appuntamenti, dove sapevamo della durezza del percorso e dell’alto livello degli avversari, decisamente competitivi. Oggi, oltre al percorso durissimo che ne eravamo consapevoli, anche il caldo ha colpito alcuni azzurri provocando loro dei crampi. Eppure tra loro ottimo il lavoro di Corradini che per la maggior parte dei giri è entrato nelle fughe e rimasto sempre tra i primi. Così è stato per Covili che si è mosso proprio bene. Un applauso merita Scaroni che al penultimo giro aveva un gap di 50” dai primi tre ed ha chiuso a soli 8” dal podio. Segnale evidente che se il gap si fosse ridotto ancora e bastava poco, avrebbe potuto giocarsi una medaglia. Nel complesso, visto il valore dei primi tre, sappiamo che ci siamo e che siamo competitivi. E questo è per noi motivo per guardare avanti”.

Il valore complessivo della spedizione azzurra si evince, come ricordato all'inizio, dal medagliere complessivo: primi grazie ai titoli conquistati da Vittoria Guazzini e Edoardo Affini, all'argento della stessa Guazzini nella prova in linea, alle medaglie di bronzo di Letizia Paternoster e Antonio Tiberi. Medaglie che provengono da tutte le categorie impegnate in Repubblica Ceca, fatto questo che rappresenta un ulteriore elemento di soddisfazione e che permettono di guardare con ulteriore fiducia il proseguo della stagione.

Il bilancio finale è di Davide Cassani, Coordinatore delle Squadre Nazionali: “Ottimi campionati europei dove abbiamo conquistato medaglie di peso. A cronometro siamo stati bravissimi con il titolo donne juniores e U23, con Affini che è ormai una vera e propria garanzia, un corridore che non sbaglia una prova contro il tempo. Molto forte anche lo junior Tiberi che ha conquistato un ottimo bronzo. Per quanto riguarda le prove in linea, molto bene il settore femminile con un argento tra le juniores ed un bronzo tra le U23. Nelle prove maschili di oggi siamo stati un po’ sfortunati perché Rubino, nella prova juniores, ha subito un incidente meccanico negli ultimi due chilometri. Abbiamo perso così questa grande opportunità. Eppure sia Rubino che Piccolo, siamo entrati nella top ten finale. E’ stato veramente bravo l’U23 Scaroni su di un percorso che ha fatto uscire gli uomini di fondo e per soli otto secondi non è riuscito a giocarsi una medaglia, chiudendo quarto. Grande lavoro di Covili e grande generosità di Corradini. Nel complesso, anche con gli uomini U23 ci siamo veramente difesi molto bene”.

Antonio Ungaro
Roberta Ceppi

JUNIORES
1. EVENEPOEL Remco (BEL) in 3h15’20
2. BALMER Alexandre (SUI) a 9’44
3. RODRIGUEZ CANO Carlos (ESP) a 9’46
4. VAN WILDER Ilan (BEL)
5. VACEK Karel (CZE)
6. PICCOLO Andrea (ITA)
7. GEßNER Jakob (GER) a 9’47
8. RUBINO Samuele (ITA) a 10’06
9. VERVLOESEM Xandres (BEL) a 11’15
10. AASHEIM Ludvig Fischer (NOR) a 12’25
17. PETRUCCI Mattia (ITA) a 14'29
26 FANCELLU Alessandro (ITA) a 15'34

Ritirati Samuele CARPENE e Martin Marcellusi

UNDER 23
1. HIRSCHI Marc (SUI) in 3h58’15”
2. LAFAY Victor (FRA)
3. BARCELO ARAGON Fernando (ESP)
4. SCARONI Cristian (ITA) a 8”
5. ERIKSSON Lucas (SWE)
6. ŤOUPALÍK Adam (CZE)
7. ZIMMERMANN Georg (GER)
8. DINA Márton (HUN) a 9”
9. VALTER Attila (HUN) a 14”
10. LEYDER Pit (LUX) a 18”
19. COVILLI Luca (Ita) 2'59"
Ritirati Michele Corradini, Matteo Sobrero, Filippo Rocchetti

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