16 Dicembre Dic 2019 1437 one month ago

Collari d'Oro 2019: premiati Bussi, Cornegliani, Mazzone, Cecchetto, Zanardi e Tarlao

Il prestigioso riconoscimento agli iridati degli ultimi Mondiali di Paraciclismo su strada e alla detentrice del record dell'ora che ha rivolto, alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, un appello a maggior attenzione alla sicurezza degli utenti della strada.

Bussi

ROMA - Nell’ambito della Cerimonia per la consegna dei Collari d’Oro al merito sportivo 2019, che ha avuto luogo stamattina alle ore 10 presso la Palestra Monumentale di Palazzo H al Foro Italico del CONI a Roma, il prestigioso riconoscimento è stato assegnato a cinque componenti della Nazionale di ciclismo paralimpico che si sono messi in evidenza nel corso di questa stagione. La premiazione ha visto l’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, del Presidente del CONI Giovanni Malagò e del Presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli. I premiati sono stati, per l’Handbike: Fabrizio Cornegliani (H1), Luca Mazzone (H2), Paolo Cecchetto (H3) e Alex Zanardi (H5); per il ciclismo: Andrea Tarlao (C5).

Questi atleti sono stati protagonisti ai recenti Campionati Mondiali di Emmen in Olanda, conquistando la medaglia d’ oro. Cornegliani nella gara a cronometro, Cecchetto, Mazzone e Zanardi nel Team Relay (Luca Mazzone anche nella crono e nella gara in linea e Zanardi nella crono )) ed infine Tarlao (strada). Gli azzurri erano accompagnati dal Presidente della Federazione Renato Di Rocco e dal C.T. Mario Valentini.

Per il Ciclismo premiata anche Vittoria Bussi primatista dell’ora (primato conseguito in Messico nel 2018) che ha approfittato dell’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul drammatico e molto attuale problema degli incidenti stradali di cui ormai troppo spesso sono vittime i ciclisti. "E’ un tema che sta profondamente a cuore non solo a tutti noi corridori ma a tutti gli utenti della strada - ha detto Vittoria nel suo intervento, consegnando il cartello 1,5m. al Presidente del Consiglio Conte -, perché penso che il rispetto della vita umana non possa essere definito dal veicolo che viene utilizzato sulla strada. Siamo profondamente convinti che l’Italia possa essere un paese ancora più accogliente se tutti noi fossimo più sensibili verso il prossimo sulle strade."